Hocus & Lotus

Parlare “con i diti”: bilinguismo e interpretazione

L’insegnante magica deve essere, in primo luogo, una «buona comunicatrice». In relazione all’apprendimento di una lingua straniera, essere una buona comunicatrice significa anche, per l’insegnante, fingere di non comprendere e tantomeno parlare la lingua materna utilizzata dagli alunni: perché, d’altra parte, il bambino dovrebbe fare uno sforzo enorme per incominciare a parlare una nuova lingua se la magic teacher impiega perfettamente la sua L1? Questa strategia didattica, tesa a favorire il bilinguismo in età infantile (vedi modalità organizzative), fa’ si che la storia dei due Dinocroc, vissuta dai bambini in prima persona in lingua straniera, si trasformi per loro in «esperienza di vita in L2» . In questo modo, non solo i bambini avranno l’opportunità di creare rappresentazioni mentali proprie per la lingua straniera ma potranno anche riorganizzarle sulla base di due canali linguistici distinti: «si arriva, cioè, ad uno stato mentale bilingue, in altre parole, al bilinguismo naturale» .
Ciò detto, però, è logico aspettarsi, che il bambino, che non conosce la lingua straniera in oggetto, non possa in alcun modo comprendere una narrazione esclusivamente verbale: il sorgere di appropriate rappresentazioni mentali, e la conseguente interpretazione corretta degli eventi, è possibile solamente su «basi pragmatiche» , in presenza cioè «di quell’insieme di indizi espressivi e gestuali che l’insegnante utilizza mentre racconta una storia in lingua straniera» . È, infatti, solo attraverso il coinvolgimento in una narrazione di tipo mimico-gestuale, l’acting-out, che il bambino arriva a comprendere il significato delle parole impiegate nel «format», senza bisogno di traduzione.
Per questa ragione, dunque, tra gli indizi pragmatici di cui fa’ uso la magic teacher vi sono vere e proprie azioni, espressioni facciali, tono della voce e postura che non solo favoriscono una corretta interpretazione delle parole ma che «trasmettono anche le emozioni con cui le parole vanno interpretate».

Dott. ssa Elena Mauri

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